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NEUROTRASMETTITORI

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La Riabilitazione Neurocognitiva nasce dall’idea che il movimento umano non sia un semplice atto meccanico o muscolare, ma il risultato di complessi processi cognitivi che coinvolgono percezione, attenzione, memoria, anticipazione e controllo dell’errore. 
In questa prospettiva, il recupero motorio in qualsiasi  situazione patologica, che alteri la capacità motoria, non può basarsi solo sulla ripetizione del gesto, ma deve favorire una riorganizzazione delle funzioni cerebrali che lo rendono possibile. 
Tutto questo processo si basa anche sulla funzione dei neurotrasmettitori e diventa fondamentale ai fini terapeutici!
I neurotrasmettitori sono le sostanze chimiche che permettono ai neuroni di comunicare tra loro e costituiscono il substrato biologico della plasticità cerebrale, cioè della capacità del cervello di modificare le proprie connessioni in risposta all’esperienza. 
Per la Riabilitazione Neurocognitiva, ogni volta che una persona esegue un esercizio riabilitativo, non sta semplicemente "muovendo", ma sta, in realtà, attivando reti neurali che utilizzano specifici neurotrasmettitori per apprendere, selezionare e controllare il movimento.
Tra questi, il glutammato ha un ruolo centrale perché è il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso ed è direttamente coinvolto nei meccanismi di apprendimento e di potenziamento sinaptico. 
Gli esercizi neurocognitivi, che si basano su compiti percettivi e discriminativi, stimolano proprio quei circuiti corticali che, grazie al glutammato, possono riorganizzarsi e supportare nuove modalità di controllo motorio. 
Parallelamente, il gaba, principale neurotrasmettitore inibitorio, contribuisce a regolare l’eccessiva attivazione muscolare e le sinergie patologiche spesso presenti dopo una lesione. 
L’accuratezza percettiva richiesta dalla Riabilitazione Neurocognitiva favorisce un miglior equilibrio tra eccitazione e inibizione, permettendo movimenti più selettivi e controllati.
Un altro neurotrasmettitore fondamentale è la dopamina, che partecipa ai processi di apprendimento, motivazione e valutazione dell’errore.
Nella Riabilitazione Neurocognitiva il paziente è costantemente chiamato a formulare ipotesi percettive e a verificarle, confrontando ciò che si aspetta con ciò che realmente accade, ed è proprio Questo continuo confronto che attiva i circuiti dopaminergici legati al cosiddetto “errore predittivo”: un meccanismo essenziale per l’apprendimento motorio e per il recupero funzionale.
L’acetilcolina svolge invece un ruolo chiave nel mantenimento dell’attenzione e nella modulazione della plasticità corticale. 
Gli esercizi neurocognitivi richiedono un’elevata concentrazione sul compito e sulle sensazioni corporee, creando le condizioni ideali per un’attivazione colinergica che rende il cervello più recettivo al cambiamento. 
Infine, la noradrenalina contribuisce a regolare lo stato di vigilanza e l’accuratezza percettiva, sostenendo un livello ottimale di attivazione durante l’esperienza riabilitativa.
In sintesi, la Riabilitazione Neurocognitiva  non agisce direttamente sui neurotrasmettitori, ma li coinvolge in modo naturale attraverso esperienze motorie significative e cognitivamente guidate. 
La forza di questo approccio risiede proprio nella qualità dell’esperienza proposta al paziente: un’esperienza che attiva simultaneamente percezione, pensiero e movimento, favorendo una modulazione efficace dei sistemi neurotrasmettitoriali e, di conseguenza, una plasticità cerebrale più stabile e funzionale. 
In questo senso, il recupero motorio diventa un vero e proprio processo di conoscenza, in cui il cervello impara nuovamente a muovere attraverso il sentire, il pensare e il comprendere il proprio corpo.

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