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FRATTURE

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Una frattura rappresenta una lesione dell’osso causata da un trauma, da uno stress ripetuto o da una ridotta qualità ossea, come avviene nell’osteoporosi. Sebbene la frattura venga spesso considerata un problema esclusivamente “meccanico”, in realtà coinvolge l’intero sistema di movimento: le ossa, i muscoli e le articolazioni, ma anche, e soprattutto,  il sistema nervoso e le funzioni cognitive legate al controllo motorio.
Dopo una frattura, il dolore, l’immobilizzazione e la riduzione dell’uso della parte determinano non solo perdita di forza e mobilità, ma anche un’alterazione della percezione del corpo e del modo in cui il movimento viene organizzato e controllato. 
È per questo motivo che il recupero non può limitarsi alla sola guarigione ossea.
Ma perché una buona riabilitazione è fondamentale?
La riabilitazione ha lo scopo di accompagnare la guarigione dell’osso verso un recupero funzionale completo. Senza un adeguato percorso riabilitativo, il rischio è quello di sviluppare rigidità, movimenti compensatori, instabilità o dolore persistente, anche a distanza di tempo.
Tradizionalmente, la fisioterapia dopo una frattura si concentra soprattutto sul
recupero della mobilità articolare, sul
rinforzo muscolare, e sulla
riduzione del dolore, con 
ritorno graduale alla funzione.
Questi aspetti sono fondamentali, ma da soli non sempre sufficienti per recuperare un movimento fluido, sicuro ed efficace.
La Riabilitazione Neurocognitiva parte dal presupposto che ogni movimento è il risultato di un’elaborazione del cervello delle sensazioni provenienti dal corpo. Quando una parte viene immobilizzata o non utilizzata a lungo, il cervello modifica il modo in cui la percepisce e la controlla. È di fondamentale importanza, quindi, ai fini di un ottimale recupero, non lavorare solo sui muscoli, ma  contemplare ed avvalorare nel percorso terapeutico la percezione delle posizioni articolari,
il riconoscimento del carico e del peso,
l' attenzione al movimento e
lacapacità di scegliere e pianificare un gesto.
. L’obiettivo non è “fare forza”, ma ricostruire un dialogo corretto tra cervello e corpo.
A Differenza della fisioterapia tradizionale, che si concentra prevalentemente sull’esecuzione del movimento e sul recupero delle capacità fisiche, lavorando soprattutto sull’apparato muscoloscheletrico;
La Riabilitazione Neurocognitiva, pone l’attenzione su come il movimento viene percepito e controllato, integrando il lavoro fisico con quello percettivo e cognitivo.
Nella Frattura di polso,per esempio, 
è frequente riscontrare rigidità, perdita di sensibilità fine e difficoltà nei movimenti precisi della mano. Anche quando la forza ritorna, il gesto può risultare impreciso o insicuro.
La Riabilitazione Neurocognitiva aiuta il paziente a:
riconoscere le posizioni del polso e delle dita;
migliorare la percezione tattile;
recuperare la coordinazione necessaria per le attività quotidiane, donando una funzionalità ottimale, caratterizzata da gesti precisi ed adeguati.
Nella Frattura di caviglia, invece,
Si altera, fra le altre cose, la percezione del carico e dell’equilibrio. Molti pazienti continuano a “proteggere” l’arto leso anche dopo la guarigione ossea, con conseguente instabilità o zoppia.
Il recupero neurocognitivo lavora sulla
percezione del peso corporeo sull’arto, sul
controllo dell’equilibrio e sulla 
fiducia nel movimento, in modo tale da 
consentire un ritorno ad una camminata più naturale e sicura.
Nelle Fratture di femore o anca viene profondamente alterata la capacità di camminare in autonomia. Spesso il paziente perde sicurezza nel passo e sviluppa strategie di movimento rigide o inefficienti che producono una deambulazione di scarsissima qualità.
Attraverso esercizi di immaginazione motoria, confronto tra arti e scelta della strategia di movimento, la Riabilitazione Neurocognitiva favorisce ilrecupero della simmetria del passo ed il miglior controllo posturale, con una netta 
riduzione del rischio di cadute.
Nelle Frattura di spalla o omero viene  compromessa la coordinazione e la qualità del movimento del braccio, ed anche la relazione con rutto il resto del corpo. Anche in assenza di dolore, il gesto può risultare poco fluido, impreciso, rigido, facendo nascere nel paziente un senso di sofferenza ed inadeguatezza dell' agire, anche se comunque lo scopo dell' azione viene raggiunto.
L’approccio neurocognitivo aiuta a recuperare la percezione della posizione del braccio nello spazio, a migliorare la traiettoria del movimento e a reintegrare i gesti funzionali quotidiani, in modo tale da ripristinare una gestualità naturale  che possa fare rivive al paziente un agire normale.
Nel recupero dopo una frattura, la qualità dell’informazione, dunque, è più importante della quantità di forza.
Un movimento forte ma mal controllato risulta essere inefficace o dannoso.
Un movimento ben percepito, consapevole ed adattabile, invece, è la base di una funzione duratura.
In Conclusione, la frattura non riguarda solo l’osso, ma l’intero sistema che permette al corpo di muoversi.
La Riabilitazione Neurocognitiva rappresenta un’evoluzione del concetto tradizionale di fisioterapia, perché considera il movimento come un processo complesso che coinvolge corpo e cervello.
Favorire  il recupero percettivo e cognitivo a quello prettamente muscolare, significa, dunque ,offrire al paziente non solo una guarigione, ma un vero ritorno alla qualità del movimento e alla sicurezza nella vita quotidiana.

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